Centuriazioni e Graticolato Romano

Tra le numerose presenti nell’intero Veneto, il territorio del Miranese è storicamente caratterizzato dalla presenza di due centuriazioni romane. Si tratta di grandi opere di sistemazione agraria con le quali l’amministrazione dell’antico Impero Romano intese bonificare territori da dedurre come colonie, provvedendo a regolamentare il flusso delle acque, a tracciare un sistema viario pubblico e vicinale efficiente, a definire fondi destinati al pascolo, al rimboschimento e alla coltivazione, e alla divisione di quest’ultimi tra una popolazione di coloni-militari.

La tracciatura dello scacchiere viario centuriale prevedeva l’identificazione di due assi principali (il Decumano massimo da Est a Ovest, il Cardo Massimo da Nord a Sud) dai quali trarre a distanze uguali le linee secondarie e parallele. A dividere centuriazioni confinanti era spesso un elemento naturale, un fiume: nel nostro caso, a dividere l’area di pertinenza delle due centuriazioni è il fiume Muson Vecchio.

Entrambe le centuriazioni del Miranese presentano caratteristiche che le rendono uniche e singolari: la prima, appartenente storicamente all’agro centuriato della città di Padova, costituisce uno scacchiere viario con quadrati di 710,40 mt di lato, ed è, tra le decine di centuriazioni identificate dagli archeologi, la meglio conservata in tutto il territorio dell’Impero, al punto che l’originario decumano massimo mantiene tuttora l’antico toponimo (via Desman, da DEcumanuS MAxiMus). La seconda, appartenente alla città romana di Altino, è meno visibile anche se rintracciabile; la sua singolarità consiste nella tracciatura di uno scacchiere centuriale composto di rettangoli dalle dimensioni non riscontrate altrove di mt 1420,80 x mt 1065,60 e di area pari a tre volte i quadrati dello scacchiere dell’agro di Padova. La prima centuriazione può essere osservata con facilità nell’area Sud-Ovest, in territorio di Santa Maria di Sala; la seconda presenta tracce viarie nei comuni di Scorzè, a Robegano e a Nord-ovest di Noale.

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